La Fondazione per l’architettura si presenta

Martedì 3 dicembre, nello spazio del Bistrot culturale Il Ramo d’Oro, la Fondazione ha incontrato sponsor e nuovi potenziali stakeholder in un momento dedicato alla presentazione della nuova governance e alla condivisione delle visioni e progetti che guideranno le attività dei prossimi anni.

Martedì 3 dicembre, nello spazio del Bistrot culturale Il Ramo d’Oro, la Fondazione per l’architettura / Torino ha incontrato sponsor e nuovi potenziali stakeholder in un momento dedicato alla presentazione della nuova governance e alla condivisione delle visioni e progetti che guideranno le attività dei prossimi anni.

La serata è stata arricchita dalla presenza dell’opera In the Name of God di Piergiorgio Robino – Studio Nucleo, che ha contribuito a creare un’atmosfera suggestiva. Un ringraziamento speciale va al Bistrot Culturale Il Ramo d’Oro per l’ospitalità e il sostegno offerto all’iniziativa e agli sponsor che sostengono le attività della Fondazione: Idrocentro, Dierre, Ceramica Mediterranea, Fresia Alluminio Sikkens, Traiano Luce. Un grazie anche ai partner di progetto Xlam Dolomiti e Casa Fornengo.

Anche le istituzioni hanno augurato alla Fondazione un buon lavoro per il nuovo anno: presenti durante la serata l’Assessora alla Cultura Rosanna Purchia e la Vicesindaca della Città di Torino Michela Favaro. Ringraziamo anche Marina Chiarelli, Assessore alla Cultura, Pari opportunità e Politiche giovanili della Regione Piemonte, per il videomessaggio.

La serata è stata un’occasione significativa per attivare dialoghi, immaginare collaborazioni future e valorizzare insieme la cultura del progetto. Nel corso dell’incontro, la Presidente Alessandra Siviero ha ricordato l’impegno della Fondazione nel generare relazioni significative attraverso la cultura architettonica: “Attraverso un dialogo costante tra saperi disciplinari, pratiche professionali e territori, costruiamo occasioni di confronto, scambio e sperimentazione, rivolgendoci a un pubblico ampio e trasversale. Crediamo profondamente che l’architettura sia un gesto di relazione e responsabilità, capace di generare cura e inclusione, senso di appartenenza e nuove possibilità per le comunità.”

Questa scelta di incontrare il pubblico nei luoghi vivi della città, come Palazzo Madama e ora il Ramo d’Oro, riflette la volontà della Fondazione di abitare i contesti urbani, entrarne a far parte e instaurare nuove modalità di dialogo con chi li attraversa.

Durante la serata sono stati ricordati i principali ambiti di lavoro della Fondazione: dalle iniziative culturali e sociali come Cultura di Base, Building Happiness e il nuovo Ciclo dei Maestri del Progetto, dedicato alla storia e all’innovazione dell’architettura torinese e piemontese; alle attività rivolte alle nuove generazioni, con laboratori e percorsi educativi che vedono nell’architettura uno strumento di creatività e partecipazione, come Summer SOU. È stata inoltre ribadita la centralità della formazione continua e avanzata, sviluppata in dialogo con ricerca, imprese e istituzioni, e aperta alla collaborazione con aziende del territorio.

La Fondazione ha richiamato anche il proprio impegno in ambito europeo, con un monitoraggio costante dei bandi e la partecipazione a progetti internazionali, oltre alla lunga esperienza nei processi partecipativi. Sono stati poi presentati i Gruppi di lavoro impegnati nell’elaborazione dei temi per il 2026, tra cui la transizione digitale, ecologica e sociale con particolare attenzione all’intelligenza artificiale; il rilancio del Festival di Architettura, pensato come evento inclusivo, internazionale e multidisciplinare; il rafforzamento della formazione specialistica; l’attivazione di nuove reti e collaborazioni, anche in relazione al dossier di Torino Capitale Europea della Cultura 2033; e un rinnovato impegno verso i giovani professionisti, con l’obiettivo di favorire percorsi ibridi, inclusivi e innovativi.

L’incontro del 3 dicembre ha rappresentato un momento di ascolto, condivisione e visione: un modo concreto per affermare la volontà della Fondazione di essere parte attiva della città.